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Migranti, rifugiati, richiedenti asilo

Il 28 giugno 2018 sr Elisa Carta, fondatrice del SeAMi, è intervenuta ad una conversazione presso la Parrocchia Santa Maria degli Angeli di Assisi sul tema delle migrazioni. Di seguito il testo della sua riflessione.

 Le migrazioni : IERI

 Le migrazioni, gli spostamenti di massa non sono un fenomeno nuovo di questi anni, ma affondano le radici nella notte dei tempi, quasi alle origini dell'umanità stessa.  La storia del nostro pianeta, creato senza frontiere, è accompagnata da movimenti di gente, da spostamenti continui alla ricerca di pascoli, per es., per la propria sopravvivenza e quella dei loro animali.

Già  il nostro padre Abramo venne chiamato da Dio da Ur dei Caldei in Mesopotamia, per recarsi in un paese lontano e sconosciuto. Il popolo di Israele è un popolo di migranti e tutti conosciamo i suoi spostamenti, le sue peregrinazioni, la schiavitù e l'attraversata del deserto... fino alla Terra promessa. Ma  quanto tempo, quanta sofferenza e quanti morti... Questa storia, che è vera, si è sempre ripetuta durante i secoli ed è la storia che viviamo anche oggi nell'anno del Signore 2018.

Anche la storia profana antica ci trasmette le memorie delle migrazioni dei popoli che ci vengono raccontate nelle opere classiche che noi stessi abbiamo studiato a scuola e che sono alla base della nostra civiltà, come  l'Iliade, l'Odissea e l'Eneide. Esse non sono altro che il ricordo e racconto di eventi migratori che portarono, per es,  i Troiani alle rive del Tevere e quindi alle origini di Roma.

Anche l'Europa moderna è frutto di spostamenti sovrapposti, con le invasioni dei romani stessi , dei popoli germanici e di altri...

Ci sono state poi le migrazioni forzate, ossia le deportazioni come alla fine del  Seicento quando 7 milioni di africani furono deportati in America come schiavi.

Poi, tra l' Ottocento e gli inizi del Novecento, non dimentichiamo che 45 milioni di persone, a causa della fame e della miseria, lasciarono l'Italia, l'Irlanda, la Germania e l'Olanda e altri paesi europei, per recarsi nelle Americhe a cercare fortuna. La lunga storia dell'umanità  è contrassegnata e vissuta sotto il segno del viaggio, delle migrazioni per cercare un avvenire migliore. Siamo in viaggio, e da sempre...

Vestiti di stracci in grandi greggi, noi,

carichi di un incredibile dolore,

ci recammo nella terra grande e lontana.

Alcuni di noi affogarono davvero.

Alcuni di noi morirono davvero di stenti.

Ma per ogni dieci che morivano,

un migliaio sopravvisse e tenne duro.

Meglio affogare nell'oceano che essere

strangolati dalla miseria.

Meglio ingannarsi da sé, che essere ingannati dai lupi.

Meglio morire a modo nostro

che essere peggio delle bestie”.

Sono i versi dei canti degli emigrati apparsi in un giornale tedesco nel 1880. Un dolente frammento del grande esodo europeo verso le Americhe, ma anche un dolente frammento del grande esodo dei nostri giorni. La storia si ripete.

Tutti noi siamo dei pellegrini, dei viandanti ed abitiamo una casa comune provisoria  che è la terra, infatti la terra è degli uomini, di tutti gli uomini e le frontiere sono state create, tracciate dagli uomini. ”Essere stranieri è il simbolo della condizione umana e della condizione di Dio nel suo esodo perenne verso l'uomo”. (Di Sante Carmine, Lo straniero ospitato...)  Anche Dio, in Gesù Cristo, è il vero straniero, il vero emigrato dentro la natura umana e nella comunità degli uomini. Nei libri del Pentateuco, per oltre quaranta volte è richiesto di amare lo straniero: “Non  molesterai il forestiero né l'opprimerai, perchè voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto (Es 22,20; 23,9).  JHWH è il Dio degli emigrati in terra straniera ed egli si è rivelato ad Israele proprio nel corso delle  sue peregrinazioni .

 Le migrazioni: OGGI

 Venendo ai nostri giorni constatiamo ugualmente un grande movimento di persone e di popoli.

Nel 1993 l'immigrazione, specialmente di massa, era un fenomeno nuovo ed emergente di cui  non si riusciva ancora a coglierne la portata ,  le dimensioni e le prospettive. Secondo il Ministero dell'Interno, gli immigrati regolari in Italia (1993) erano 987.405, in maggioranza dell UE, poi l'Africa del nord (Marocco), gli Asiatici e gli Americani, che venivano in Italia per affari, cercare lavoro o per studio. Le cose però si sono trasformate rapidamente dal 1993 in poi, a causa delle guerre, delle persecuzioni e dei cambiamenti climatici che hanno generato paura, miseria e fame per cui l'incremento migratorio è avvenuto con i richiedenti asilo, i rifugiati, i migranti economici...

L'incremento è andato aumentando fino al 2016 – 2017.  Al 2016 l'Italia aveva accolto già 5 milioni di persone con 24 mila minori non accompagnati. Nel  solo 2017 abbiamo avuto 183.681 richiedenti asilo e rifugiati...

Negli stessi anni abbiamo però avuto un forte incremento dell'emigrazione, ossia di Italiani che hanno spostato la loro residenza oltre i confini. Solo nel 2017 abbiamo avuto 124 mila Italiani espatriati che, con quelli  degli anni precedenti,  si è raggiunta la cifra di 4.761.000  unità! Più o meno, ne abbiamo accolto quanti ne sono partiti!

Nel 2018  gli approdi sono ridotti dell'85% per cui al 19 giugno l'Italia ha accolto 16.394 persone che sono lo 0,02% della popolazione, per cui oggi abbiamo in Italia 2,4 rifugiati ogni mille abitanti...

 Ma allora dobbiamo accogliere tutti, mentre i nostri italiani non hanno lavoro qui e vanno all'estero?

 Secondo il buon senso, il pensiero del Papa, della Chiesa e anche il mio pensiero, l'Italia, come tutti gli altri paesi dell'Unione Europea e non solo, senza barare, ha il dovere, non di chiudere i porti, ma di accogliere  richiedenti asilo, rifugiati ed emigrati nella misura in cui il Paese accogliente è capace, non solo di accogliere, ma anche di proteggere, promuovere ed integrare. Tutto ciò che è in più, va contro la dignità stessa delle persone accolte.

Non possiamo assistere alla vergogna  di politici che litigano tra loro, mentre donne, uomini e bambini sono  in balia delle onde. Non possiamo accettare che nel nostro mare si consumi una strage senza fine. Dal 1988 il nostro mare a inghiottito 36.000 persone e nel solo 2017, 3.139 con una media di 10 morti al giorno. Nel 2018 fino al 19 giugno, il mare ha preso 802 persone, senza contare i migranti periti nel deserto del Sahara a causa della sete, della fame, della stanchezza e dell'abbandono da parte dei trafficanti. In più ci sono tutti i morti ammazzati per le torture e gli stenti nelle prigioni della Libia o in altri Paesi di transito. Stiamo assistendo a una catastrofe umanitaria.

 So che l'Italia è al collasso, ma sono scandalizzata dal “sistema perverso di peccato” che si è instaurato anche in Italia in nome dell'accoglienza. Tutti sappiamo, ed i mezzi di comunicazione ci informano, che tanti speculatori senza scrupoli si sono arricchiti oltre misura sulla pelle e la disgrazia di questi nostri fratelli. I soldi stanziati non sono andati per il bene loro, ma hanno alimentato l'ingordigia di manager perversi. Tutto ciò è gravissimo... ma ci sono anche organismi che fanno bene il loro dovere, e questi vanno sostenuti.

 Ringrazio tutte le persone che, in nome di Dio e dell'umanità, lavorano senza tregua per salvare vite umane nei nostri mari.

 Ringrazio tutte le persone che, con generosa onestà, contribuiscono all'accoglienza nel rispetto totale della dignità della persona e nell'amore al fratello.

 J'accuse, le grandi potenze che sono state capaci di sfruttare le immense ricchezze naturali dei paesi africani, lasciando questi popoli morire di stenti .

 J'accuse l'Europa che, a sua volta, ha sfruttato i cosiddetti Paesi del terzo mondo  fomentando le guerre fratricide da combattersi con le armi fabbricate e vendute  nei e dai nostri Paesi.

 J'accuse ancora l'Europa, incapace di partecipare allo sforzo comune di solidarietà per instaurare, con l'accoglienza condivisa, un doveroso sistema di restituzione di quanto è stato impunemente rubato ai popoli costretti ad emigrare per vivere.

 J'accuse  l'Italia nei nostri governanti, che sono stati incapaci di fare un progetto d'accoglienza che permettesse la protezione, la promozione e l'integrazione delle persone accolte.

 J'accuse tutte le persone e organizzazioni, fossero pure istituzioni religiose, che si sono arricchite impunemente sulla pelle degli immigrati che poi hanno riconsegnano alla strada, preda facile della malavita e della criminalità organizzata.

 Chiedo perdono a tutte le persone costrette, per miseria e guerra, ad emigrare senza che sia stata data  loro la possibilità di fiorire nei loro paesi godendo delle loro ricchezze.

 Chiedo perdono a tutti i bambini che in Repubblica del Congo estraggono il coltan a mani nude, in cambio di un sandwich, consegnando la loro salute, e delle volte la vita, al fango nel quale sono immersi per l'estrazione del materiale che arricchirà persone e società sulla pelle di creature invisibili e senza nome.

 Chiedo perdono ai migranti che la nostra Italia ha accolto e che ha riconsegnato alla strada perché incapace di promuovere e integrare.

 Chiedo perdono ai mendicanti delle nostre strade e delle nostre piazze e delle nostre chiese, che scacciamo con disprezzo e insultiamo solo perché hanno un telefonino, unico mezzo per dire alle loro famiglie che sono ancora vivi.

 Chiedo perdono a Dio a nome di tutti i responsabili di questo sistema perverso di peccato, per tutte le vite offerte in sacrificio al Mediterraneo e per tutta la miseria senza nome inflitta a tanti nostri fratelli e figli di del nostro Dio, come noi. Kirie eleison.

 Termino con una nota di speranza, ossia vorrei pregare con alcuni versetti di una preghiera di don Tonino Bello:

“Signore Gesù, aiutaci  perchè  possiamo maturare una sensibilità nuova.

Perchè possiamo essere capaci di contestare questo sistema disumano di oppressione.

C'è tanta gente che, mentre noi parliamo, muore di fame.

......

Signore, fa che possiamo essere specialisti dell'annunciare un mondo altro,

diverso da quello che stiamo vivendo.

Annunciare sì la dimensione escatologica che non deve mancare nella nostra profezia,

però dobbiamo essere annunciatori di un mondo altro.

Allora, questa nostra terra, piano, piano, cesserà di essere l'atomo opaco del male

e diventerà il giardino in cui possono fiorire le speranze più belle”.

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