Progetto Carcere PDF Stampa E-mail
PROGETTO CARCERE

Nel Carcere statale di Dapaong (nel nod del Togo) sono rinchiusi circa 295 carcerati costretti a vivere in una gravissima situazione di stenti e precarietà. Suor Eleonora raccolse la loro richiesta di aiuto riconoscendoli “i più poveri tra i poveri” … il nostro sostegno continua per il tramite di frate Frère Fernand Mancel…

 LE ORIGINI DEL PROGETTO 

Suor Eleonora, l’allora responsabile delle Suore Francescane di Seillon della comunità di Dapaong, già dal 2000 aveva preso a cuore la situazione dei ragazzi, degli uomini e delle poche donne che si trovano nel carcere di Dapaong. Ottenuto il permesso statale per poter far loro visita quasi quotidianamente, suor Eleonora aveva incominciato a portare cibo, medicine, vestiti, sapone e ogni altro genere indispensabile per sopravvivenza dei carcerati. Affinchè potessere ritrovare quella dignità di uomini calpestata ed umiliata offriva loro ogni tipo di soccorso materiale e spirituale. A tutti suor Eleonora leggeva ed annunciava la Parola…tra loro vi sono anche musulmani e animisti…ma tutti ascoltano…grati e sorpresi che qualcuno li ami…così! Alcuni di loro sono stati anche battezzati (nel carcere!)

Avendo constatato la situazione sul posto durante il viaggio dell’agosto 2003 ed avendo ascoltato la testimonianza di suor Eleonora, ci siamo resi conto che il modo migliore per poter intervenire era collaborare con chi quotidianamente è al servizio di questi carcerati. Nasce quindi un progetto ad hoc per aiutare questi uomini, per aiutare suor Eleonora a continuare il servizio intrapreso, per poter fare di più. Ci siamo posti due obiettivi generali di fondo: 1) Garantire la sussistenza dei carcerati con l’intento di migliorare progressivamente lo stato in cui si trovano: attraverso una stima approssimativa dei costi settimanali necessari per garantire un pasto completo al giorno ad ogni carcerato ed i costi mensili per l’acquisto del materiale sanitario, abbiamo ipotizzato di sostenere le spese attraverso la modalità dell’adozione del progetto tramite un versamento annuo di 84,00 euro. 2) Promuovere la dignità degli uomini che si trovano in carcere: gli operatori sul posto svolgono una indispensabile opera di sostegno spirituale e morale, di alfabetizzazione e di mediazione con le guardie carcerarie. Dal canto nostro è fondamentale un’opera di sensibilizzazione che parte in primo luogo da noi stessi per incominciare a vedere nell’altro, nel carcerato, un’occasione di crescita umana.
 
 
 
SITUAZIONE ATTUALE
 

Nel 2005 sono stati accordati al rinnovato Governo Togolese alcuni finanziamenti da parte dell’Unione Europea. Parte di questi finanziamenti è servita per ristruttuare il Carcere di Dapaong. Oggi, dal punto di vista logistico la situazione in cui si trovano i carcerati di Dapaong è in parte migliorata. Rimane, tuttavia, la necessità e l’urgenza di continuare ad aiutarli dal punto di vista alimentare, sanitario e spirituale per provvedere almeno alle esigenze primarie. Nel mese di settembre 2007 suor Eleonora è stata trasferita a Ougadougou (Burkina Faso). Non ha però mancato di affidare il testimone a fra Frère Fernand Mancel, un frate francescano che vive a Dapaong e che, oltre ad essere il responsabile in loco di Prisonniers Sans Frontierès, già da qualche tempo era in contatto con suor Eleonora. Attualmente è lui, assieme ad una piccola equipe di operatori scelti (un infermiere, un medico, un ex carcerato volontario, un altro confratello di fra Fernand) a seguire i carcerati ed è lui il nostro fidato referente a cui continuare ad inviare il nostro sostegno.  

 

Chiunque volesse partecipare potrà farlo attraverso i canali tradizionali, indicando come causale sul bollettino: “PROGETTO CARCERE”. L’adozione annuale del progetto carcere prevede il versamento di una quota minima di 84 €/anno.

 

Ogni altro contributo sarà prezioso per sostenere le spese eccezionali necessarie per garantire il trasporto dei malati gravi in ospedale e per consentire ai carcerati liberati, privi di ogni avere, di fare ritorno a casa. Grazie! 

Durante gli scorsi anni i carcerati hanno realizzato piccoli lavori di artigianato.

 

Nei limiti delle disponibilità è possibile acquistarli tramite il Se.A.Mi.